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D.M. 18/09/2001 n. 468- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare per i restanti 36,88 mld. Puglia Comune - Località. Bari - Fibronit. - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale area industriale dismessa. - Perimetrazione del sito. Lo stabilimento di cemento - amianto Fibronit di Bari si estende per circa 100.000 mq nel cuore della città di Bari ed ha svolto la propria attività per circa 50 anni. A seguito della cessazione dell'attività nell'anno 1985, lo stabilimento non ha subito alcun intervento di risanamento o di conservazione. Nell'ottobre 1995 l'area fu sottoposta a sequestro giudiziario; attualmente l'area risulta dissequestrata. - Principali caratteristiche ambientali. Il sito è all'interno dell'area metropolitana di Bari, confinando con i quartieri densamente popolati di: Japigia, Madonnella e San Pasquale. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 15 miliardi. - Piano di caratterizzazione. Durante il sequestro furono effettuate indagini di caratterizzazione ambientale, che hanno accertato lo stato di contaminazione del suolo, attribuibile all'amianto, per svariati metri in profondità. Inoltre nel sito sono presenti circa 35.000 mq di tettoie in ondulati di cemento -amianto, in pessimo stato di conservazione. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. A seguito dei risultati delle indagini di caratterizzazione l'azienda, nel 1997, in forza di Ordinanze Sindacali fu costretta a coprire le aree scoperte dello stabilimento onde evitare ulteriore dispersioni di polveri e fibre di amianto nell'abitato circostante. La Giunta del Comune di Bari ha trasmesso al Ministero dei lavori pubblici ed alla Regione Puglia, nel luglio 1999, una proposta di PRUSST concernente una bonifica parziale dell'area di proprietà Fibronit, finalizzata alla realizzazione sul sito di infrastrutture viarie e di una piazza pubblica. Sardegna Comune - Località. Area del Sulcis - Iglesiente - Guspinese ricomprendente 34 comuni. Intervento di emergenza comuni di Iglesias, Guspini, Arbus, Domus Novas (Cagliari). - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse del Sulcis - Iglesiente - Guspinese. - Perimetrazione del sito. Un accordo di programma è stato sottoscritto il 25 gennaio 1997 tra il Ministero dell'ambiente, la regione autonoma della Sardegna e l'Ente Minerario Sardo (EMSA) per i disinquinamento ed il ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse del Sulcis - Iglesiente -Guspinese. Gli interventi previsti nel suddetto piano sono stati organizzati sulla base del grado di priorità e suddivisi in: interventi di emergenza, interventi prioritari ed interventi di bonifica finale e valorizzazione. Per ciò che concerne gli interventi di emergenza, le aree in oggetto afferiscono alle zone minerarie di Masua, Barraxiutta, Montevecchio e Ingurtosu, Monteponi, Campo Pisano e San Giovanni nonchè Montevecchio Levante. In queste aree sono presenti notevoli centri di pericolo costituiti da scavi di grandi dimensione, discariche di materiali fini di processo, bacini di decantazione fanghi di processo e cumuli di scarti di lavorazione. Per fornire un'idea della vastità del problema e del rischio ambientale connesso basti ricordare i 50 scavi (S = 12 ettari, V = 1,4 Mm3), le centinaia di discariche (S = 35 ettari, V = 1,5 Mm3) e gli abbancamenti dei fini di processo (S = 250 ettari, V = 2 Mm3) nell'area mineraria di Montevecchio e Ingurtosu. Altro esempio significativo è costituito dalla discarica di fanghi rossi, che occupa una superficie di 16 ettari nella Valle d'Iglesias, sottoposta a intensi fenomeni erosivi ed al conseguente deposito e rilascio nei suoli di quantità notevoli di sedimenti e di metalli pesanti (Pb, Zn, Cd, Hg, Fe, Cu, Mn). - Principali caratteristiche ambientali. Quasi tutti i bacini di contenimento interni alle miniere sono soggetti a fenomeni di instabilità degli argini, ad un'intensa azione erosiva da parte degli agenti meteoclimatici con conseguente inquinamento dei suoli e delle acque superficiali e sotterranee. Significativo è ciò che avviene nell'area mineraria di Montevecchio e Ingurtosu (Comuni di Guspini e Arbus), dove la risalita della falda, non più pompata dai cantieri minerari, ha invaso la galleria in località Casargiu, che trasporta ormai acqua a pH acido (5,5 - 6) inquinata da metalli pesanti e solfati. In tutte le aree in questione è presente una polverosità diffusa nell'aria a causa del trasporto colico dei materiali fini dalle vaste superfici di discariche e accumuli. Tutte le aree in oggetto sono inserite in contesti territoriali di pregiato valore paesaggistico e ad elevato potenziale turistico. La vastità dell'area, la pericolosità degli inquinanti già presenti nelle acque superficiali e profonde oltre che nei suoli, il pregio ambientale dell'area, oltre al valore storico delle testimonianze di archeologia industriale presenti nella stessa, portano a ritenere la situazione ad elevato rischio sanitario ed ambientale. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di totali di intervento possono essere così suddivisi: - emergenze 41 miliardi di lire - interventi prioritari 260 “ - boninfica e valorizzazione 640 Totale 941 Il costo per le emergenze e gli interventi prioritari è quindi stimabile in circa 301 miliardi. - Piano di caratterizzazione. Sono state eseguite analisi di dettaglio sia delle acque sotterranee che superficiali delle aree minerarie del Fluminese di Montevecchio, Levante, di Ingurtosu Naracauli, di Montevecchio ponente, del Rio San Giorgio, dell'anello metallifero - Iglesiente del Sulcis che hanno eviedenziaro in estrema sintesi la presenza diffusa di metalli quali piombo, zinco, cadmio, arsenico, ferro e rame. A titolo di esempio il Rio Piscinas ha evidenziato un considerevole aumento delle concentrazioni dei suddetti metalli a monte dei lavori minerari che hanno evidenziato concentrazioni di 133 ppm per lo zinco, 1013 ppm per il piombo e 1050 ppm per il cadmio. Inoltre da diversi mesi si è determinata la fuoriuscita delle acque di falda dopo la chiusura dei lavori minerari. Queste acque riversano nel Rio Piscinas concentrazioni di metalli piuttosto allamanti (Zn 1500 ppm, Cd 200 - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Per gli interventi ritenuti di emergenza esistono dei piani di fattibilità relativi alle aree minerarie di seguito riportate: Masua - Comune di Iglesias; Barraxiutta - Comune di DomusNovas (Cagliari); Montevecchio, Ingurtosu - Comuni di Guspini e Arbus; Monteponi - Comune di Iglesias; Campopisano, Monteponi, S. Giovanni - Comune di Iglesias; Montevecchio - Comune di Guspini. Sicilia Comune - Località. Biancavilla (Catania). - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale delle aree urbane e suburbane inquinate da amianto. - Perimetrazione del sito. Il sito è costituito da una cava ubicata a Monte Calvario, in prossimità del centro abitato di Biancavilla, dalla quale si estraeva (Ordinanza del sindaco di Biancavilla n. 32 del 12 marzo 1999 di divieto assoluto dell'attività di cava, di frantumazione e movimentazione) del pietrisco lavico contaminato da materiali fibrosi della famiglia dell'amianto (anfiboli, tremolite, actinolite, etc.) e da molti edifici del centro storico di Biancavilla costruiti con malte e intonaci prodotti attraverso la macinazione della roccia proveniente dalla cava citata. Un recente studio condotta dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con le competenti autorità sanitarie locali ha evidenziato, sulla base di dati ISTAT, un tasso anomalo di mortalità per tumore maligno della pleura (mesotelioma) verificatesi a Biancavilla negli anni 1988-1992 riconducibile all'anfibolo di Monte Calvario. - Principali caratteristiche ambientali. La pericolosità dell'amianto, la sua presenza diffusa in forma disperdibile sia nel sito di estrazione che nel centro abitato, le preoccupanti evidenze epidemiologiche di incremento della mortalità per patologie riconducibili all'amianto portano a ritenere la situazione ad elevato rischio sanitario ed ambientale. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Il costo totale di bonifica è stato stimato pari a circa 40 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. La struttura commissariale ha organizzato un gruppo di lavoro, a cui partecipano rappresentanti del Ministero ambiente, Enea, ISS, ISPESL e OMS, che ha eseguito una serie di indagini ambientali (ENEA, ISPESL e CRA Piemonte) ed ha redatto un piano di intervento sull'area. Al C.R.A. Piemonte è stato conferito un incarico da ENEA al fine di effettuare una campagna di monitoraggio nei suoli e nell'aria del comune di Biancavilla, consistente in: prelievo ed analisi di cento campioni di suolo, di cui sessanta provenienti dalle carote prelevate nel centro abitato di Biancavilla e quaranta provenienti dai margini delle strade asfaltate o sterrate, dalla cava di Monte Calvario e dal materiale di scavo della galleria ferroviaria Circumetnea; prelievo ed analisi di trenta campioni di aria nel centro abitato, in corrispondenza delle strade sterrate e nei luoghi di maggiore traffico veicolare, nonchè nella cava e nella galleria. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Il comune di Biancavilla ha proposto una serie di interventi consistenti in: ricoprimento delle aree attualmente occupate da depositi di sabbia e materiale sciolto contenente fibre di amianto; attuazione di interventi atti ad abbattere la polverosità del territorio comunale (asfaltatura delle strade, previa necessaria realizzazione di rete fognante ed idrica, etc.), azioni volte a mantenere in sicurezza le fibre presenti negli edifici, quali il confinamento con vernici ricoprenti o simili degli intonaci interni, etc. A tale proposito il gruppo di lavoro ha elaborato un piano di sicurezza relativo all'esecuzione delle opere sopra descritte. Inoltre l'ENEA, su incarico del Commissario di Governo, ha elaborato il "progetto preliminare di messa in sicurezza provvisoria della cava di Monte Calvario e di sistemazione del materiale di scavo nell'abitato e della galleria ferroviaria circumetnea". Comune - Località. Livorno. - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale dell'area portuale e industriale. - Perimetrazione del sito. Il sito occupa un'area portuale dove si sono accumulati sedimenti sul fondo del canale industriale. I principali inquinanti presenti nei sedimenti sono costituiti da: metalli pesanti (Pb, Hg, Cu, Zn, Cr) e da idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.). Il sito è già inserito nel Piano d'area relativo all'area a rischio di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 175/1988 e successive modifiche e integrazioni. - Principali caratteristiche ambientali. In corso di acquisizione. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi dell'intervento possono essere così suddivisi: fase di dragaggio 4,4 miliardi; fase di trattamento 15,31 miliardi; totale (IVA esclusa) 19,81 miliardi. - Piano di caratterizzazione. Il quantitativo dei sedimenti sul fondo del canale industriale è valutato in circa 180.000 mc. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stato elaborato un progetto di bonifica consistente nelle seguenti fasi: analisi dei sedimenti e delle acque; dragaggio dei fondali; analisi dei materiali dragati; stoccaggio; smaltimento e/o recupero tramite: lavaggio basico dei fanghi per la estrazione della componente organica; inertizzazione della componente inorganica mediante miscelazione dei fanghi con cemento, silicato sodico e calce al fine di un successivo riutilizzo e/o smaltimento. Umbria Comune - Località. Terni - Località Valle - Papigno. - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale area industriale siderurgica. - Perimetrazione del sito. Il sito in oggetto comprende l'area relativa all'impianto siderurgico di Terni, dove vengono prodotti semilavorati di acciaio nella sua configurazione storica ed attuale. La società Terni per l'acciaio e l'elettricità ha svolto in passato, le proprie attività in varie aree del comune di Terni. In particolare le attività produttive che oggi sono concentrate in un unico stabilimento, fino alla metà degli anni '70 si sono svolte anche in aree, attualmente dismesse e di proprietà del comune di Terni. Consistenti zone delle suddette aree sono state utilizzate per deposito provvisorio e/o definitivo di materiali di scarto delle attività produttive. In particolare gli interventi che saranno attuati riguardano: bonifica e messa in sicurezza dell'area industriale dismessa in località Papigno, e degli ex stabilimenti Gruber e Centurini nonchè del sito della vecchia discarica per scorie siderurgiche dismessa nel 1972 e ubicata all'interno dell'unità produttiva; bonifica e miglioramento ambientale dell'attuale sito di discarica di 2a categoria tipo B per rifiuti speciali, attiva, che ricomprende una zona destinata fino al 1997 a discarica di 1a categoria, al servizio dei comuni e dell'area ternana; bonifica e messa in sicurezza delle aree contaminate da PCB ubicate all'interno dell'attuale stabilimento siderurgico A.S.T. e nell'area dell'ex stabilimento di Papigno; bonifica e messa in sicurezza delle aree contaminate da amianto ubicate all'interno dell'attuale stabilimento siderurgico A.S.T. e nell'area dell'ex stabilimento di Papigno; bonifica e miglioramento ambientale delle aree contaminate da polveri prodotte dal processo siderurgico ubicate sia all'interno che nelle immediate adiacenze dello stabilimento.
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